I BREVETTI
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Il brevetto di James Watt per la sua macchina a vapore risalente al 1769
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Un brevetto per invenzione è un titolo giuridico in forza al quale al titolare viene conferito il diritto esclusivo di sfruttamento dell'invenzione, in un territorio o per un periodo ben determinato, che impedisce ad altri di produrre, vendere o utilizzare l'invenzione senza autorizzazione. Praticamente il brevetto difende la proprietà intellettuale dell'invenzione sviluppata.
Il brevetto è per definizione un documento per eccellenza del campo scientifico: un tempo erano brevettabili anche disegni o modelli ornamentale, anche se ora sono solamente sottoposti a registrazione (un'altra forma di difesa della proprietà intellettuale simile al diritto d'autore); un brevetto, quindi, protegge un'invenzione tecnologica o una scoperta scientifica potenzialmente utile al lucro.
La storia dei brevetti è relativamente recente: fu in Italia nel 1421 che venne "depositato" il primo brevetto, come si suol dire, da parte di Filippo Brunelleschi per una chiatta mobile per il trasporto di Marmo lungo l'Arno.
Durante il periodo della prima rivoluzione industriale divenne una prassi standardizzata depositare brevetti, poiché come si può immaginare il periodo di sviluppo turbolenti di industrie e macchine rendeva necessario proteggere le proprie invenzioni, evitando che altri potessero utilizzarle a loro vantaggio con notevole perdita da parte dell'inventore.
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| L'ufficio brevetti a Roma |
L'iter per depositare un brevetto è lungo e complesso; di norma l'idea di fondo e la documentazione pervenuta da parte dell'inventore viene analizzata da parte di ingegneri e tecnici del settore che studiano la fattibilità dell'idea e ricercano brevetti analoghi per assicurasi che nessuno in precedenza abbia già depositato un brevetto simile (e che quindi potrebbe entrare in conflitto, nel giusto, col nuovo brevetto).
A questo scopo vi sono uffici dedicati all'analisi dei brevetti che si occupano anche delle questioni legali legate alla sua archiviazione: si possono fare esempi, come lo Studio Torta di Torino, uno tra i più antichi e rinomati in Italia.
ALCUNI BREVETTI DI GIULIO NATTA
Giulio Natta era un ingegnere chimico laureato al Politecnico di Torino, che vinse il Premio Nobel per la Chimica nel 1963 assieme a Karl Ziegler per la scoperta dei cosiddetti Catalizzatori di Ziegler-Natta. Questi catalizzatori vengono tutt'oggi utilizzati per la polimerizzazione degli 1-Alcheni per ottenere polimeri plastici.
Il motivo per cui Natta è messo in relazione con l'oggetto "contenitore" è a causa della natura di un brevetto statunitense depositato nel 1963 (già nel 1955 in Italia) da Natta: il Polipropilene Isotattico.
Il polipropilene Isotattico è un polimero termoplastico basato sul propilene oggi utilizzato in moltissimi ambiti, tra cui quello della produzione di contenitori (vasi per fiori, custodie di CD, vaschette...). Avendo ottime caratteristiche meccaniche e termiche (il punto di rammollimento è a circa 175°C) oltre che avere una nocività relativamente bassa, il polipropilene è diventato utilizzato in svariate applicazioni.
Il brevetto depositato nel 1963 negli stati uniti recita:
Il brevetto è stato depositato il 26 Novembre 1963 allo "US Patent Office" con brevetto N.3112300. E' possibile visualizzare tutto il testo del brevetto e una biografia di Natta tramite i link:
Archivio Giulio Natta
U.S. Patent no. 3,112,300
LA SCATOLA DELLA PIZZA
Un altro brevetto associato alla scatola è quello per un cartone per pizza. Per quanto sia lontano da un contenitore casalingo, il cartone per pizza risulta essere comunque un contenitore, in questo caso usa e getta per alimenti.
Il brevetto in questione riguarda il metodo di produzione della scatola tramite un unico pezzo di cartone ripiegato con incastri che ne garantiscono l'incastro.
Il numero di deposito del brevetto è: BO2015A000054/102015902329326, depositato l'11 Febbraio 2015 da parte di Giuseppe Lamanna, Andrea Galasso e Luigi Grassia.
Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico al seguente link:
Sito del ministero dello Sviluppo Economico
Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico al seguente link:
Sito del ministero dello Sviluppo Economico




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